Efesto mette a disposizione progettisti meccanici che si integrano nei reparti tecnici e di ingegneria dei clienti che producono macchine e impianti industriali. Cosa c’è di innovativo? Perché il metodo Efesto funziona?

Facciamo ordine, al di là degli slogan che circolano negli ultimi anni. Ci hanno detto che non c’è crescita senza flessibilità, ma anche che non c’è competitività senza formazione e protezione del know-how: poli apparentemente opposti.

Ci hanno detto che l’happiness dei dipendenti si traduce in produttività: ed ecco Google Plex, ambienti di lavoro con palestre, sale relax e laghetti incorporati in cui andare a pensare, uffici progettati dalle archistar per… viverci dentro.

Poi è arrivato lo smart working: e allora liberi tutti, niente cultura aziendale interpersonale, formazione e crescita impossibili senza mentori che osservano, consigliano e indirizzano con la loro presenza alla scrivania accanto…

Ma cosa è davvero efficace? Cosa tiene insieme esigenze aziendali e indipendenza del lavoratore? E soprattutto: cosa permette davvero di crescere? E come possono le industrie affrontare un mercato del lavoro in cui c’è scarsità di figure specialistiche e di esperienza?

Il nostro motto rimane: “La differenza la fanno le persone” e allora abbiamo costruito un modello coerente.

Da un lato l’esigenza delle aziende di esternalizzare parte della progettazione in un’ottica di crescita stabile misurata. Dall’altra la difficoltà di affidare pezzi di progettazione a studi esterni che non conoscono il modus operandi interno, non si interfacciano con i sistemi di codifica, devono essere spesso monitorati per non far lievitare le spese.

Ma se la differenza la fanno le persone, allora vanno selezionate tenendo conto del contesto quotidiano in cui devono lavorare.

In Efesto i progettisti sono selezionati da progettisti, un processo che non è lontanamente paragonabile a quello delle agenzie del personale che limitandosi allo screening dei CV e un colloquio standard, non possono certo fare una valutazione tra pari su come affronti un problema progettuale.

Selezioniamo persone che funzionano in questo contesto vincente: da un lato felici di fare parte di un team, quello di Efesto, dall’altro capaci di integrarsi presso clienti diversi. E non è nelle aspirazioni di tutti.

Non è da tutti.

Efesto è un hub di scambio conoscenze: arriva dove un ufficio tecnico interno non arriva (nessuna politica interna, nessuna gelosia delle informazioni, nessuno lasciato solo).

Il progettista Efesto non è uno studio esterno da coordinare (es: niente rimbalzi, niente supervisione continua).

E non è nemmeno un dipendente interno bloccato tra riunioni aziendali, dozzine di email, telefonate dei fornitori. Progetta e basta.

Il progettista meccanico Efesto è formato per capire il modo di lavorare del cliente e portare subito risultato. È una persona che vuole conoscere, crescere personalmente, condividere e a cui piace essere consapevole dell’intero processo produttivo. Sa sia adeguarsi ai metodi del cliente ma ama arricchirsi di soluzioni nuove. Sa lavorare in piena autonomia ma capisce il beneficio di far parte di un hub aziendale coeso.

E allo stesso tempo cresce: perché cambia contesto, perché vede settori diversi,

perché ha colleghi che condividono “barbatrucchi” da mille situazioni reali.

Soddisfazione personale e produttività vanno di pari passo, garantendo al cliente una flessibilità che non è compromesso ma strumento di crescita, che non appesantisce di costi e tempi di controllo ma libera da incombenze di gestione e formazione.

Innovazione non per slogan.

Per metodo.

Leggi l’intervista completa pubblicata nella rivista Meccanica, abbinata al Corriere della Sera